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salutemed.it Forum Index » » CFS Stanchezza cronica » » Acido Alfa Lipoico,un integratore che mi intriga...............
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Autore Acido Alfa Lipoico,un integratore che mi intriga...............
romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-05-09 21:25   
Chi l'ha usato e come vi siete trovati?

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luminosa


Registrato: Sep 05, 2004
Messaggi: 336
Inviato: 2005-05-09 21:38   
Mal di testa dopo presa la compressa, ho dovuto sospendere.

Saluti

Lumi


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-05-09 23:15   
X me e mia figlia va bene, nessun effetto negativo..........

x mia figlia, che nn è intossicata cm me, ne sente l'esigenza, ma è un componente di un vitaminico ottimo............se ti interessa, romeo, di darò le info in pvt............notte a tutti........R.


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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-05-10 00:12   
Si raffaella,mandami le informazioni,

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tired lizard


Registrato: Sep 06, 2003
Messaggi: 345
Località: Piemonte
Inviato: 2005-05-10 11:23   
Ciao Romeo
L'acido lipoico è il solo integratore che mi ha ridato un po' di energia durante al mia CFS. E costoso ma vale la pena di provare secondo me. Da prendere in fase mi hanno detto (qualche mese alla volta).

Liz


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Lele63


Registrato: Dec 22, 2002
Messaggi: 484
Inviato: 2005-05-10 15:27   
L'acido alfa lipoico è un ECCELLENTE antiossidante, ma in alcuni casi va usato con cautela.

Attenzione in caso di forte intossicazione da mercurio.

L'acido alfa-lipoico infatti ha la capacità di smuovere le particelle di mercurio annidate nell'organismo, e di trasportarle in giro.

L'acido alfa lipoico però è in grado di oltrepassare la barriera cellulare;
se al di fuori delle cellule il mercurio è presente in gran quantità, l'acido lipoico tende a trasportarlo dove ce n'è di meno o dove non ce n'è affatto, cioè all'interno delle cellule dove però il mercurio fa più danno.

Per questo motivo in caso di forte intossicazione da mercurio l'acido alfa-lipoico andrebbe assunto solo a seguito di una sostanza chelante, cioè una sostanza in grado di inglobare il metallo pesante ed espellerlo dal corpo con le urine o le feci.

La terapia chelante ottimale dovrebbe essere così:
1) si inizia con una prima sostanza chelante in grado di espellere tutto il mercurio che si trova al di fuori delle cellule;
2) solo a questo punto si aggiunge una seconda sostanza (tipo acido alfa lipoico) in grado di passare la barriera cellulare: siccome fuori dalla cellula il mercurio è già stato spazzato via e "c'è più spazio", l'acido alfa lipoico tende a spostare il mercurio fuori dalle cellule, e qui la prima sostanza lo raccoglie e lo porta via.
3) sempre con lo stesso meccanismo, in un secondo momento si possono utilizzare anche sostanze in grado di superare la barriera emato-encefalica, che spostano fuori dal cervello l'eventuale mercurio finito lì.

Inoltre attenzione per chi soffre di CANDIDA, l'acido alfa lipoico è un cibo prelibato per i lieviti dell'intestino e può esacerbare la candidosi.

Queste informazioni le ho trovate su un sito americano per la cura dei bambini autistici; infatti pare che l'autismo dipenda in gran parte da un'intossicazione da mercurio e i medici americani hanno stilato un protocollo per l'eliminazione del mercurio dall'organismo, si trova qui (in inglese).
http://www.autismwebsite.com/ari/dan/treatmentoptionsmercurymetal.pdf




[ Questo messaggio è stato modificato da: Lele63 il 2005-05-10 20:19 ]


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stregatta


Registrato: Jun 26, 2003
Messaggi: 3782
Località: Bergamo
Inviato: 2005-05-10 22:21   
Cara lele, la notizia della scoperta sull'intossicazione da mercurio nei bambini autistici l'avevo letta e non meravigliadomi affatto...............sono già iniziati i viaggi della speranza dall'Italia x cercare di disintossicare qst poveri bambini e farli ritornare alla vita...........evviva!!!

X romeo: ti posto un pò di link sull'acido lipoico o tiottico..............IMPORTANTE: fare dei periodi di pausa quando lo si assume:

saluti ad entrambi raffaella

http://www.inthc.com/italiano/orderform.html

http://www.mmmariani.com/ossidologia.htm

http://www.laborest.com/pagine/presstiocps.htm



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romeo


Registrato: Nov 24, 2002
Messaggi: 1927
Inviato: 2005-05-11 15:15   
Carissime Lele e Raffaella,il mio interesse per l'acido lipoico è legato alla B.M.S.(sindrome della bocca urente) ed a una ricerca fatta al policlinico di Napoli.Il farmaco usato il Tiobec x 600 mg al di'per 20 giorni,e 200 mg per altri 10 giorni a seguire. Lo studio ha dato esito positivo per il Tiobec.Nonostante non sono sicuro al 100%se i miei fastidi rientrano in tale sindrome,mi ero caricato e volevo provare la terapia.Ma,cara Lele,sono andato in crisi,dopo aver letto il tuo post di sopra,per il fatto che ho portato per decenni amalgame in bocca,e che un paio le ho anche ingerite mio malgrado.Adesso mi ritrovo al punto di partenza,e mi tocca verificare prima la quantità di mercurio presente nel mio organismo,grande problema questo in Italia,come al solito.Poi,altro problema con cosa chelarlo?,ed alla fine tentare l'acido lipoico(Tiobec),con la speranza di guarire dal bruciore alla lingua. Sono veramente stanco e scocciatooooooooooooooooooo

Lele,mi puoi dire cosa dice il link in Inglese(sull'autismo)al fine di eliminare il mercurio dall'organismo.Grazie

[ Questo messaggio è stato modificato da: romeo il 2005-05-11 15:23 ]


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Lele63


Registrato: Dec 22, 2002
Messaggi: 484
Inviato: 2005-05-12 12:48   
Carissimi Raffa e Romeo,

girando sul web ho trovato alcuni siti interessanti relativamente all'autismo... che secondo me potrebbero essere molto utili anche per la CFS!!!

Un medico italiano, sollecitato da diversi genitori di bimbi autistici, ha iniziato ad applicare anche in Italia il nuovo protocollo americano per curare questi bimbi.
Il protocollo americano si basa su alcuni concetti tra cui
DETOSSIFICAZIONE DA MERCURIO
RIEQUILIBRIO DISBIOSI INTESTINALI
ed altre cosucce che farebbero molto comodo anche a noi...

Mi piace molto una frase che definisce questo nuovo atteggiamento nel curare i bambini autistici
"La medicina non è quella scritta nei libri, ma quella praticata dal medico nel singolo paziente!"

Questo medico itliano, il dott. Verzella, opera presso un poliambulatorio di Bologna, aperto sia ai bimbi autistici che a persone con altre patologie;
in questo centro viene proposta anche la terapia chelante.
Inoltre il centro è in contatto con laboratori in USA per fare esami particolari che in Italia non si fanno.

Vi suggerisco la lettura dei seguenti link:

1)per capire la filosofia di questo medico riguardo all'autismo (MA SECONDO ME CONTIENE SPUNTI UTILI ANCHE PER LA CFS)
e per vedere i suoi recapiti e l'elenco degli esami che può far eseguire in USA:

http://autismo.inews.it/esami_lab/docs/DAN%20in%20Italia.doc

2) articoli sulla terapia chelante scrtitti dal dott. Verzella e da un suo collega:

http://mediahealth.com/servizi/centromed/terapchel1.htm

http://www.ilsecondorinascimento.it/Pages/TxtZAN1.htm

Sempre sulla terapia chelante, tratto dal sito ITALIANO per la cura dei bambini autistici
http://www.iodellasalute.it/index.php?option=com_content&task=view&id=59&Itemid=110

Spero solo che i costi di queste cure non siano proibitivi... sono argomenti che mi incuriosiscono molto...
buona lettura

Un bacione
Lele


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Lele63


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Messaggi: 484
Inviato: 2005-05-12 12:53   
Ancora sulla terapia chelante svolta IN ITALIA:

http://mediahealth.com/servizi/centromed/terapchel2.htm

qui ci sono i recapiti (centro dott. Verzella):

http://mediahealth.com/contatti.htm




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ulixe


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Messaggi: 293
Località: lazio
Inviato: 2005-05-12 18:39   
ACIDO ALFA LIPOICO
Unicità di una molecola antiossidante
(by Claudia Valla) - vedi anche Glutatione

1 Introduzione
L’acido alfa lipoico è un composto che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo energetico cellulare della maggior parte degli esseri viventi, a partire dai batteri per arrivare fino all’uomo. Sono inoltre note le sue spiccate proprietà antiossidanti. Per questa ragione, l’assunzione di acido alfa lipoico sotto forma di integratore alimentare, può essere di grande utilità per attivare queste funzioni di vitale importanza per l’organismo.

2 Acido alfa lipoico: ruolo e biochimica
L’acido alfa lipoico è una molecola relativamente piccola formata da una catena di otto atomi di carbonio e due di zolfo collocati nella parte terminale. Nella forma ridotta, nota anche con il nome di acido diidrolipoico, gli atomi di zolfo sono presenti come tioli liberi (–SH), mentre nella forma ossidata, grazie alla generazione di un legame disolfuro (-S-S-), danno origine ad una struttura terminale ad anello (“dithiolane ring”).
Data la sua particolare struttura molecolare, l’acido alfa lipoico può sia andare incontro a reazioni di ossido-riduzione, che fungere da trasportatore di elettroni, o di gruppi acetilici (o altri acili).

Per questo motivo, l’acido alfa lipoico agisce da cofattore per numerosi enzimi che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle altre fonti energetiche in adenosin trifosfato (ATP) (es. piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato deidrogenasi). Tale processo, che avviene a livello dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso insieme di reazioni che è noto con il nome di “ciclo di Krebs”.
La disponibilità di acido lipoico a livello cellulare, aumenta la percorribilità del ciclo di Krebs e conseguentemente anche l’efficienza dell’intero processo.

3 Attività antiossidante
L’acido alfa lipoico possiede alcune particolari caratteristiche che lo rendono non solo straordinariamente efficace come antiossidante, ma anche assolutamente indispensabile al nostro organismo per contrastare i danni associati alla formazione di radicali liberi. Le peculiarità che lo rendono unico sono le seguenti:

a) Alta assorbibilità: essendo una molecola relativamente piccola, l’acido alfa lipoico può essere prontamente assorbito e trasportato attraverso le membrane cellulari dove può quindi esercitare la sua azione.

b) Versatilità: l’acido alfa lipoico mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici (membrana cellulare).

c) Mantenimento del potere antiossidante in entrambe le forme: sebbene la forma ridotta (acido diidrossi lipoico) sia la più attiva, anche a quella ossidata sono associabili apprezzabili proprietà antiossidanti.

d) Ampio spettro d’azione: l’acido diidrossi lipoico è attivo contro numerose specie radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil, idrossil e perossi-nitritico, oltre a superossidi ed idroperossidi).

e) Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti. L’acido alfa lipoico nella forma ridotta (acido diidro lipoico) è in grado di donare il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più attive di Glutatione (glutatione disulfide) e di vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a Glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua volta, la vitamina C in forma ridotta è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina E (cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva). A tutto questo processo può essere associato carattere di ciclicità.
Dopo la donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico ritorna alla forma ossidata di acido lipoico.
Dal momento che anche l’acido lipoico nella forma ossidata possiede proprietà antiossidanti, il ciclo di rigenerazione può proseguire nell’interesse della cellula.

f) Contenimento della fuoriuscita di radicali liberi originatisi in concomitanza di un metabolismo energetico spinto: la metabolizzazione dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali sono contenuti nell’ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell’intero processo. In tal modo viene garantito un sufficiente effetto protettivo, anche in condizioni di elevato rendimento energetico.

4 Miglioramento del controllo del glucosio
L’acido alfa lipoico non è in grado solo di incrementare l’efficienza dell’insulina, ma può migliorare anche il trasporto del glucosio all’interno delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa.
Tutto ciò, unitamente ad una migliore efficienza dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali processi metabolici, contribuisce alla normalizzazione del livello di glucosio nel sangue. In tal modo, la probabilità che si formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”) risulta sensibilmente ridotta. Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue.

E’ ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano all’invecchiamento ed alla degenerazione cellulare. In loro presenza aumenta anche la predisposizione dell’organismo nei confronti di alcune patologie, in particolare modo di quelle che interessano l’apparato cardiovascolare.

L’acido alfa lipoico possiede inoltre la proprietà di ridurre la resistenza all’insulina, tipico fenomeno che concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali il diabete e la cosiddetta “Sindrome X” (un disturbo collegato sempre alla resistenza insulinica ed, a seconda dei casi, anche ad altri fattori, quali ad esempio: l’intolleranza al glucosio, il sovrappeso, l’ipertensione arteriosa, la trigliceremia e l’ipercolesterolemia).

5 Per la funzionalità nervosa
L’acido alfa lipoico è in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità. Inoltre, l’acido alfa lipoico esercita un’azione normalizzante nei confronti della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale.

Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y. Ciò migliorerebbe sensibilmente la funzionalità nervosa e diminuirebbe il dolore.

6 Contro la cataratta
Da numerosi studi condotti su animali è emerso come la somministrazione di acido alfa lipoico possa ridurre il rischio della comparsa di cataratta. Questa patologia è molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio nel sangue ed alla sovraesposizione alla luce solare. Tali fattori infatti contribuiscono alla formazione di radicali liberi, i quali possono poi provocare danni alle proteine delle lenti dell’occhio e favorire la generazione degli AGEs.

Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l’occhio è il glutatione. Come è già stato detto, l’acido alfa lipoico può contribuire alla rigenerazione del glutatione.

Tutto ciò risulta di particolare importanza dal momento che la molecola del glutatione, a causa delle sue dimensioni, non è facilmente assorbibile a livello intestinale e quindi neppure prontamente assimilabile per via orale. C’è inoltre da sottolineare che l’acido alfa lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più importanti componenti della molecola del glutatione. L’integrazione con acido alfa lipoico può dunque risultare di grande utilità per incrementare i livelli di glutatione nel nostro organismo, soprattutto nei distretti nei quali esso riveste particolare importanza.

7 Altro
L’ictus è una grave patologia alla base della quale si colloca la formazione di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce al parziale o totale soffocamento delle cellule nella zona interessata. Anche dopo che è stata rinstaurata la circolazione, data comunque l’avvenuta formazione di un ingente quantitativo di radicali liberi, le cellule possono continuare ad essere danneggiate. In questo caso, la disponibilità di acido alfa lipoico può risultare di vitale importanza per la minimizzazione dei danni.

Le applicazioni terapeutiche dell’acido alfa lipoico possono estendersi anche in altri campi, ad esempio nel trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita e Galeriana. Le tossine prodotte da questi funghi, infatti, sono in grado di inibire la normale funzionalità del fegato e di distruggere le cellule epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può condurre a conseguenze gravissime che comprendono, in funzione della dose ingerita, anche il coma e la morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per motivi di varia natura, non è sempre attuabile. L’azione benefica che può esercitare in questi casi l’acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle tossine quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale normalizzazione di alcuni enzimi, quali ad esempio la SGPT.

L’azione epato-protettiva esercitata dall’acido alfa lipoico è di notevole interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti. Per queste ragioni, gli integratori a base di acido alfa lipoico potrebbero in futuro rappresentare un’ulteriore arma preventiva a nostra disposizione per la difesa nei confronti delle sostanze tossiche con le quali possiamo involontariamente venire a contatto tutti i giorni.

8 Posologia e tossicità
L’acido alfa lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organelli cellulari nei quali avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione di energia. In pratica, l’acido alfa lipoico è presente nelle foglie delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido lipoico rimane comunque la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore).

Sebbene l’acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano. Sussistono inoltre problemi di biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli alimenti in quanto esso è presente in forma complessata con la lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile.

Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di acido alfa lipoico tramite integrazione. I dosaggi ottimali possono variare di molto in funzione delle caratteristiche individuali, dello stile di vita, dell’attività fisica, dell’esposizione ai raggi solari e della dieta.

La dose comunque normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50 mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc..). Per l’attenuazione dei disturbi collegati all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X sono invece suggeriti dai 100 ai 300 mg/die.

In presenza di soggetti diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da assumersi però sotto stretto controllo medico. In tali casi infatti, la somministrazione di alte dosi di acido alfa lipoico può diminuire il fabbisogno di altri farmaci in grado di abbassare il livello di glucosio nel sangue.

Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l’assunzione giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è stata fino ad oggi collegata con alcun effetto collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno coinvolto dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato una bassa tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più alti sono invece stati riportati, anche se solamente in casi sporadici, significativi decrementi della glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello cutaneo.
Altre ricerche hanno inoltre documentato l’assenza di potere mutageno, teratogeno o cancerogeno.

Sinergie con altri composti ad azione antiossidante, ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10, etc.




Bibliografia

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Tratto dal sito http://www.mgpress.info/standard.cfm?art=acido




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romeo


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Messaggi: 1927
Inviato: 2005-05-27 20:57   
Amici,sapete se in commercio esiste un integratore di acido lipoico da 50 o 100 mg,se lo conoscete mi dite come si chiama? Grazie.Romeo

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luminosa


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Messaggi: 336
Inviato: 2005-05-27 21:19   
Io conosco il Tiobec 200 o tiobec retard 400
saluti

lumi


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romeo


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Messaggi: 1927
Inviato: 2005-05-27 22:15   
Grazie Lumi,a me è stato prescritto il 400 R x 2 volte al di',fanno 800 mg, per 2 mesi.Penso sia un po'troppo per me.Non so'perchè il medico ha calcato cosi'la mano con me.
Ho letto la sperimentazione del farmaco,per la sindrome della bocca urente,parla di terapia per 1 mese,i primi 20 giorni con 600mg al di',e altri 10 giorni con 200mg al di'.
Poi c'è il problema,nel mio caso, del mercurio e della candida,postato da Lele,che mi blocca e mi crea timori.Timori sconosciuti al medico che ha fatto la prescrizione.Vedete come è difficile la vita?.Romeo


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ulixe


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Messaggi: 293
Località: lazio
Inviato: 2005-05-28 02:27   
lo prendo da un mese, una cps da 400 al giorno nessun problema anzi unito a oligoelementi rame oro argento sto meglio ma puo' benissimo essere una coincidenza anche se dopo 7 mesi malato mi sembra un buon traguardo già...non so che dirvi
ciao


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