Vi
sono numerosi altri sintomi tipici della CFS come irritabilità
,depressione, febbre, disturbi della vista,sintomi che variano a seconda
dell'individuo.
La complessità
della sindrome da stanchezza cronica e l'esistenza di diversi ostacoli
alla sua comprensione rendono necessario un approccio integrato per
lo studio di questa patologia e di patologie similari. Il concetto di
fatica è di per sé non chiaro, e sviluppare una definizione
operativa di fatica è stato un problema per gli autori. Comunque
nella concezione degli autori, il sintomo fatica si riferisce a una
spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, che si determina anche
con uno sforzo fisico minimo, oltre ché ovviamente, per definizione,
non dovuta ad una malattia nota, e che differisce dalla sonnolenza e
dalla mancanza di motivazione.
La CFS
è stata riportata in tutto il mondo, compresa l'Europa, l'Australia,
la Nuova Zelanda ed il Canada, l'Islanda, il Giappone, la Russia ed
il Sudafrica.
Il
dato più rilevante della ricerca emerso negli ultimi mesi, è quello
relativo alla correlazione con anomalie dei
geni nei pazienti con Sindrome da Fatica Cronica. Prima uno studio
inglese ha dimostrato che in 25 pazienti con CFS confrontati
con 25 controlli, 35 geni sono risultati attivati in maniera anomala nei
pazienti con conseguenti modifiche delle funzioni mitocondriali, sulla
produzione di energia e sull’attività del
sistema immunitario che spiegano in maniera esauriente la
sintomatologia di astenia profonda, e di affaticabilità tipiche della
patologia. Un altro studio dei CDC di Atlanta ha identificato un
risultato simile con 26 geni che sono attivati in maniera anomala e che
sono alla base della produzione di energia e del sistema immunitario.
Con questi studi sarà possibile in un futuro non molto lontano,
poter identificare un sottogruppo di pazienti con CFS nei quali
queste anomalie geniche potrebbero portare all’identificazione
di proteine prodotte in maniera anomala e quantificabili nel sangue con
le quali si potrebbe arrivare ad un test diagnostico e ad una
terapia mirata.
Cause,
incidenza, e fattori di rischio
La
causa esatta della sindrome da stanchezza cronica (C.F.S.) è
sconosciuta. Si ritiene che alla base vi possa essere una risposta anomala
del sistema immunitario ad una infezione o ad una intossicazione chimica
o alimentare. Alcuni ricercatori sospettano che sia causata da
un virus, tuttavia, nessuna causa virale è stata identificata.
La C.F.S.
si presenta il più comunemente in giovani e donne intorno ai
35 - 40 anni ed è praticamente assente negli anziani (oltre i
65-70 anni). Si rilevano alcuni rari casi nell'età pediatrica.
Nessun
dato indica che la CFS è contagiosa o che le persone devono essere
isolate.
Diagnosi
ed Esami
La
presenza di una fatica cronica prolungata richiede una valutazione clinica.
Una diagnosi di CFS da parte del medico richiede:
Non
esiste ad oggi un farmaco specifico per la C.F.S.. I trattamenti effettuati
servono a ridurre i sintomi quale il dolore muscolare e alle ossa, gli
stati febbrili associati alla malattia. Molta gente con C.F.S. avverte
la depressione ed altri problemi psicologici che possono migliorare
con un adeguato trattamento. Ai pazienti con C.F.S. non è consigliabile
effettuare una vita sociale attiva, ma una moderata esercitazione fisica
può anche essere utile.
Presso
il Centro di Riferimento Oncologico di
Aviano, sono stati compiuti una serie di studi, il primo dei quali con
la descrizione della prima serie di pazienti italiani con le loro caratteristiche
cliniche (U. Tirelli et al., Arch Intern Med, 153, Jan 11,1993, 116-120),
la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS
(U. Tirelli et al., Scand. J. Immunol. 40, 601-608, 1994), la valutazione
delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi
radiologica, la PET (U. Tirelli et al., The American Journal of Medicine,
105 (3A) 54S-58S, 1998), l'eventuale rapporto della CFS con i tumori
maligni, lo studio di nuovi tarmaci, in particolare immunoglobuline
ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali
come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina. Complessivamente
si può affermare che questa patologia debilitante perdura in
molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con
l'intervento farmacologico, tende a migliorare nel tempo. Vi sono anche
casi guariti ed altri che hanno avuto un notevole benefìcio dai
trattamenti adottati. I pazienti sono solitamente giovani e donne con
un età media intorno ai 35-40 anni
La CFS
è praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni), ma
vi è qualche caso pediatrico. Presso l'unità CFS della
Divisione di Oncologia Medica A del Centro di Riferimento Oncologico
(CRO) di Aviano sono stati osservati ad oggi oltre 900 casi di CFS con
i criteri dei CDC di Atlanta.
L'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive dei National
Institutes of Health statunitensi ha prodotto un volumetto dal titolo
"Chronic Fatigue Syndrome. Informazione per i medici". L'autorevolezza
della fonte dovrebbe fugare dubbi, se ancora ve ne fossero, sulla esistenza
della sindrome.
Per
quanto riguarda invece le prospettive terapeutiche, purtroppo non vi è
alcun farmaco in grado di guarire definitivamente la malattia, anche se
spesso i pazienti possono trarre dei benefici da interventi
farmacologici (antivirali, corticosteroidei, immunomodulatori,
integratori, ecc.) e da modifiche dello stile di vita, portando anche
qualcuno alla guarigione e
un discreto altro numero a miglioramenti significativi della
sintomatologia.
Le
aspettative (prognosi)
Complessivamente
si può affermare che questa patologia debilitante perdura in
molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con
l'intervento di farmaci tende a regredire.
Complicazioni
Alcune
complicazioni nel corsi della malattia possono essere rappresentate
da:
-
l' isolamento sociale causato dallo stato di affaticamento
- dagli effetti secondari di depressione e di
limitazioni dello stile di vita
- depressione
- reazioni avverse relative ai trattamenti farmacologici.
Visita
dal medico
Se
ritenete di avere un problema relativo alla sindrome da fatica cronica,
Vi consigliamo di consultare il Vostro medico curante, che se riterrà
opportuno potrà richiedere indagini successive. Al riguardo forniamo
i centri di riferimento che l'Istituto Superiore della Sanità
ha identificato per valutare la Sindrome da Fatica Cronica.
AVIANO – ROMA -
MILANO- PALERMO - Prof. Umberto Tirelli
Centro di Riferimento Oncologico - Divisione di Oncologia Medica A
Via F. Gallini, 2 - 33081 Aviano - Pordenone-
Tel.: 0434-659284
Prenotare un consulto a
Pordenone
telefonare allo 0434-41416
Il Prof. Umberto Tirelli riceve presso il Kosmic Center, Viale della
Libertà, 60 a Pordenone.
Prenotare un consulto a Roma-Milano-Palermo telefonare allo
0434-41416.
ROMA - Dr. Conti, Dr.ssa Priori, Dr. Alessandri
Policlinico Umberto I – Divisione di Reumatologia
V. del Policlinico ROMA - Tel.: 06-49974685
CHIETI - Prof. E. Pizzigallo
Cattedra di Malattie Infettive - Istituto di Fisiopatologia Medica
Ospedale Santissima Annunziata - V. dei Vestini
66013 CHIETI - Tel.: 0871/3586865 – 358595 -
358880
PISA -
Dr.ssa Bazzichi
Ospedale Santa Chiara - Pisa - Tel.: 0584769201-050992684