Informazioni per i medici


Le informazioni che troverete nelle pagine seguenti sono destinate ai medici o a coloro che intendono approfondire gli aspetti della CFS.

Clinical Evidence - edizione italiana - Ministero  della Salute - Direzione Generale per la valutazione dei medicinali e la farmacovigilanza

12 luglio 2007  Leggi versione originale

Il seguente decalogo è una sintesi delle scoperte scientifiche curato
         dal Prof. Anthony Komaroff – Professore di medicina ad Harvard  e
         ricercatore responsabile di  un programma di ricerca sulla Chronic Fatigue
         Sindrome. 

DIECI SCOPERTE SULLA BIOLOGIA DELLA CFS

  1. La Sindrome da Stanchezza Cronica non è un forma di depressione, molti  pazienti con  CFS non  sono affetti da malattie  psichiatriche. Come spesso accade nei pazienti  affetti da una malattia cronica, molti dei pazienti con CFS possono soffrire di  depressione reattiva a causa dell’impatto che la malattia ha  nelle loro vite, ma molti studi hanno dimostrato che la maggior parte dei   pazienti non erano depressi prima del  manifestarsi della CFS. 

  2. Nella CFS esiste uno stato cronico di attivazione di basso grado del  sistema immunitario. Esistono prove di una attività  delle cellule T e  di un’attivazione dei geni che riflettono un’attivazione del sistema immunitario e un aumento dei livelli delle citochine.
     

  3. Vi sono prove sostanziali di una alterata funzionalità delle cellule natural killer (NK), sottopopolazione di linfociti (globuli bianchi)   importanti per combattere le infezioni virali. In letteratura non vi è  concordanza sulla possibile  diminuzione  del numero delle cellule NK nei pazienti con CFS.
     

  4. Utilizzando la risonanza magnetica si sono evidenziante anomalie nella materia bianca del cervello nei pazienti con CFS. Tipicamente  si tratta di aree molto piccole al di sotto della corteccia cerebrale, nella parte piu’ esterna degli emisferi. Sono state osservate inoltre differenze di volume nella materia grigia.
     

  5. Utilizzando la  SPECT (tomografia computerizzata a emissione di protone singolo) e  la PET (tomografia a emissione di positroni) sono state scoperte anomalie nel metabolismo del cervello.  Altre ricerche suggeriscono che vi sia un disordine  nel metabolismo energetico e nella catena di trasporto elettrone  ossidativa  nel mitocondrio dei pazienti con CFS.
     

  6. Sono state riscontrate nei pazienti con CFS  delle anomalie nei multipli  sistemi neuroendocrini cerebrali  , in particolare una depressione dell’asse ipotalamico – pituitario – adrenalinico  (HPA), ma anche dell’asse prolattinico-ipotalamico   e dell’asse ipotalamico-ormone della crescita.

7.  Nei pazienti con CFS è frequente  anche un indebolimento cognitivo. Le anomalie  piu’ spesso documentate riguardano le difficoltà nella elaborazione delle informazioni, i disturbi della memoria e dell’attenzione. 

8.  Numerosi studi indipendenti hanno dimostrato anormalità del sistema nervoso autonomo. Queste includono la difficoltà a mantenere il tono pressorio in ortostatismo e,  una risposta anomala della frazione di eiezione in ortostatismo e una alterata quantità di pool ematico nelle vene degli arti inferiori.   Alcuni studi dimostrano, inoltre,  bassi livelli del volume ematico totale.

9.   I  pazienti con CFS hanno un’alterata espressione dei geni che sono importanti per il metabolismo energetico. L’energia deriva da certe sostanze chimiche naturali che vengono metabolizzate dagli enzimi presenti in ogni singola cellula. Questi enzimi sono controllati da geni specifici. Altre ricerche genomiche rivelano  il coinvolgimento dei geni connessi  all’attività dell’asse HPA, al sistema nervoso simpatico e alla  funzione immunitaria.

10. Esistono prove di un più frequente stato di infezione attiva latente  con diversi  tipi di herpes virus e  entero virus. Gli herpes virus comprendono il virus dell’Epstein Barr, l’HHV-6 e il citomegalovirus. Altri agenti infettivi, quali il batterio che causa la malattia di Lyme, il virus di  Ross River e la Febbre Q possono scatenare la CFS.

The CFS Research Review – Volume 8 Issue 1 – Spring 2007

 

16 Settempre 2006 - Articoli sulla CFS apparsi su BMJ:
Severity of acute illness predicts post-infective fatigue syndrome

5 maggio 2006 -  I° Convegno Internazionale ad Aviano presso il Centro di Riferimento Oncologico Sindrome da stanchezza cronica e Astenia correlata ai tumori . Programma 

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Aprile 2006 Una serie di studi condotti dai Centers for Diseases Control and Prevention (CDC) degli Stati Uniti,  e pubblicati sulla rivista scientifica Pharmacogenomic di Aprile, hanno rilevato una correlazione con anomalie dei geni nei pazienti con Sindrome da Fatica Cronica. I lavori hanno dimostrato che i  geni di questi pazienti sono risultati attivati in maniera anomala  con conseguenti modifiche delle funzioni mitocondriali, sulla produzione di energia e sull’attività del  sistema immunitario che spiegano in maniera esauriente la sintomatologia di astenia profonda, e di affaticabilità tipiche della patologia. Con questi studi sarà possibile in un futuro non molto lontano,  poter identificare un sottogruppo di pazienti con CFS nei quali  queste anomalie geniche potrebbero portare all’identificazione di proteine prodotte in maniera anomala e quantificabili nel sangue con  le quali si potrebbe arrivare ad un test diagnostico e ad una terapia mirata.
Pharmacogenomics A
Pharmacogenomics B
Pharmacogenomics C

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Recente studio inglese sulla CFS  apparso su New Scientist "Chronic Fatigue is not all in the mind" del 21 luglio 2005  http://www.newscientist.com/channel/health/mg18725093.700

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Articolo apparso su: J. Cl. Pathol. 2005 - Gene Expression in peripheral blood monouclear cells from patients with Chronic Fatigue Syndrome.  http://jcp.bmjjournals.com/cgi/reprint/58/8/826

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1. INFORMATION FOR PHYSICIANS (INFORMAZIONI PER I MEDICI)
Questo pamphlet e' stato pubblicato dall'Istituto Nazionale delle Malattie Infettive e Allergiche degli NIH (Istituti Sanitari Nazionali) degli Stati Uniti:

2. AGGIORNAMENTO PER I MEDICI SULLA RICERCA, LA DIAGNOSI ED IL TRATTAMENTO DELLA SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA