World Congress 9-12/09/1999 
Bruxelles

CONGRESSO MONDIALE 9-12 SETTEMBRE 1999

In prima giornata è stata analizzata la “Sindrome della Guerra del Golfo” (GWS); il motivo per cui questo argomento è stato al centro dell’attenzione è dovuto sia al fatto che tale sindrome non è stata sufficientemente studiata in passato, sia perché è sempre molto interessante studiare sindromi simili dal punto di vista sintomatologico alla CFS.  E’ infatti utile ricordare che i seguenti sintomi , sono presenti  oltre che nella CFS anche nella FMS (fibromialgia) e nella Sindrome della Guerra del Golfo (GWS):

- poliartralgia

- fatica cronica
- perdita di memoria
- problemi del sonno
- mal di testa
- febbri intermittenti
- problemi della vista
Diversi studi ricercano le cause possibili e i segni caratteristici di malattia; la GWS presenta le  seguenti caratteristiche:
1) i sintomi persistono dopo un’ infezione opportunistica, cioè  un’infezione che si manifesta con una riduzione o depressione del  sistema immunitario;
2) i pazienti esposti ad agenti chimici e a stress  psicologici sono più vulnerabili alle malattie.  Lo stress chimico si riferisce all’esposizione a dei batteri biologici e all’uranio, ma anche alle numerose vaccinazioni alle quali sono stati sottoposti i soldati americani prima della guerra;
3) questi “stress”   modificano il sistema cardiovascolare e anche quello immunitario, e queste variazioni  persistono nel tempo;
4) utilizzando un’analisi fattoriale si può definire un cluster di sintomi neurologici.  Il cluster comprende i seguenti sintomi:
- problemi visivi
- perdita di equilibrio
- svenimenti
- tremori
- difficoltà nel formulare le frasi durante il dialogo.
5) la presenza di batteri del ceppo micoplasma nei pazienti che venivano trattati con antibiotici con successo .
I batteri del ceppo micoplasma sembrano rivestire grande importanza  nello sviluppo o nella determinazione dei sintomi della GWS.
Conclusioni:  la GWS si manifesta in seguito ad una esposizione multipla a sostanze chimiche, radioattive e biologiche.  Anche i pazienti con la CFS, FMS e RA evidenziano una presenza aumentata dei batteri del ceppo del micoplasma. 
Per quanto riguarda la CFS, sono stati presentati dati biochimici ed epidemiologici.  E’ ovvio  che le infezioni ricoprono un ruolo fondamentale nella CFS, per cui è ancora valida l’ipotesi secondo la quale si svilupperebbe una disfunzione del sistema immunitario in seguito ad un’infezione virale.
Studi recenti dimostrano che il 4% dei pazienti contrae la CFS in seguito ad una trasfusione di sangue.

 
 

I virus e/o i microrganismi possono essere trasmessi mediante trasfusioni e conseguentemente possono indurre una CFS nei soggetti che la ricevono e che già sono fisicamente debilitati e quindi più predisposti a contrarre le infezioni.  Ai pazienti affetti da CFS si raccomanda di non ricevere trasfusioni e di non donare il sangue fino a quando non sia stato identificato il virus e tutti i microrganismi.

I ricercatori hanno dimostrato che è possibile  aggiungere altri 6 sintomi ai criteri esistenti. per la diagnosi di CFS.   Questo potrebbe determinare  un’omogeneità migliore tra i pazienti.  Oltre ai sintomi esistenti infatti, i seguenti sono presenti nel 70%  dei pazienti che fanno parte dello studio:

- dispnea da sforzo 

- vertigini
- disturbi gastrointestinali
- sensazione di freddo alle estremità
- diminuzione della libido
- problemi di equilibrio
Gli studi di Holmes sembrano collegare la improvvisa comparsa di CFS con una disfunzione del RnaseL. 
Un’indagine condotta sia in Svezia che in Giappone ha dimostrato un collegamento tra una produzione anomala di acetilcarnitina (sostanza del cervello) e la fatica.  Questa sostanza regola la biosintesi dei neuro trasmettitori che regolano le attività motorie, l’attenzione e le funzioni autonome. 
Questa potrebbe essere la chiave per comprendere la percezione della fatica. 
 La fatica muscolare nei pazienti potrebbe correlare anche con alterazioni del  sistema antiossidante in grado di neutralizzare i radicali liberi nei tessuti muscolari . E’ invece accertato che la a debolezza muscolare nei pazienti CFS  non è dovuta  nè a deficit  neuro trasmettitoriali , nè a difetti nella membrana cellulare. 
Un altro  studio condotto in Svezia dimostra che il 6% dei pazienti accusa problemi gastrointestinali, probabilmente a causa della disregolazione della flora intestinale. Le donne sono più colpite.  Ciò potrebbe far pensare ad un collegamento tra CFS e sindrome dell’intestino irritabile.
Oltre ai noti problemi di memoria i pazienti con CFS potrebbero manifestare problemi di vista e di concentrazione (soprattutto durante la lettura) a cui si aggiunge una ridotta capacità  di interpretazione delle parole e quindi di apprendimento.  Questi disturbi sono tipici anche nei pazienti affetti da dislessia. Gli esperti sostengono che una reazione biochimica anomala possa produrre questi sintomi. 
Anche le allergie sono presenti in molti pazienti con CFS e in tali pazienti si è notata una aumentata sensibilità ad alcuni  metalli come al mercurio e al nichel. L’allergia al nickel è molto comune tra le donne.  Nelle pazienti con CFS allergie al nickel possono essere presenti nel 50% dei casi. L’allergia al nickel è stata associata con il piercing. Infatti, in futuro si prevede un aumento anche tra la popolazione maschile in relazione al sempre più praticato piercing.  Non è comunque confermata  la relazione esistente tra piercing ed allergia al nickel.  Potrebbe trattarsi di una iper attività del sistema immunitario. 
Non esiste un test specifico che possa diagnosticare con certezza la CFS.   Tuttavia, diversi studi hanno  dimostrano un’anomalia di alcuni enzimi come l’RnaseL,  che ricopre un ruolo nel sistema immunitario nei pazienti con CFS. 
Come nei pazienti sani, anche i pazienti con CFS hanno l’RnaseL dal peso di 80kDa.  Nei pazienti con CFS è stata dimostra la presenza di una seconda l’RnaseL dal peso di 37kDa, non presente invece nei soggetti sani.
L’enzima funziona come segue:  l’RnaseL è un enzima antivirale normalmente  inattivo. L’Ampligen, un farmaco recentemente introdotto in studi sperimentali per la terapia della CFS,  è un dsRNA, cioè un acido ribonucleico a doppia elica che regola le attività del RnaseL.  Durante il trattamento con l’Ampligen il contenuto cellulare del  dsRNA aumenta, con inibizione dell’RnaseL. 
Gli studi sperimentali hanno dimostrato che durante il trattamento con l’Ampligen, inizialmente i i sintomi peggiorano, infatti, solo dopo alcune settimane si avverte un  miglioramento delle performance fisiche.  In particolare, gli studi condotti in Belgio, hanno dimostrato un miglioramento nei pazienti dopo 24 settimane di trattamento.  Lo stato di salute dei pazienti che non hanno ricevuto Ampligen è rimasto stabile o addirittura è peggiorato.
Durante il trattamenti i sintomi erano valutati attraverso la compilazione da parte del paziente di un questionario sulle attività giornaliere. 
 Gli studi condotti in USA e in Belgio hanno infine  dimostrato che l’Ampligen non causa tossicità, ed i  miglioramenti riguardano soprattutto la performance intellettuale  e l’attività fisica dei pazienti.
In particolare sono  diminuiti notevolmente i seguenti sintomi :
- intolleranza alla luce
- fatica
- deficit di concentrazione
- disturbi della memoria
- depressione
- disturbi del sonno
- problemi visivi
- severa debolezza muscolare
- linfonodi doloranti.
Per i pazienti si è dimostrato  oltre che un miglioramento delle attività giornaliere e performance fisiche anche di:
-  comunicazione (leggere, guardare la TV)
- conversazione
- trasporto.
Il test della bicicletta utilizzato per misurare lo sforzo ha confermato un miglioramento del paziente che ha ricevuto il trattamento.  Si sono verificati  degli effetti collaterali come mialgia e febbre.
Non ci sono differenze significative nel dosaggio di 2 rispetto a quello di 3 somministrazioni settimanali. 
Per concludere, possiamo riportare altri due punti  particolarmente interessanti: 
1)  i sintomi riportati dagli adolescenti affetti da CFS sono gli stessi degli adulti; 
2)  la gravidanza non peggiora lo stato del paziente affetto da CFS.  Infatti, malgrado la malattia alcune pazienti hanno portato a termine la gravidanza con successo.   I bambini sono nati sani.